Google Nest Audio USATO

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Come tutti gli altoparlanti in commercio uno degli aspetti da valutare attentamente è la qualità della riproduzione audio. Al momento non abbiamo a disposizione il concorrente diretto di questo Nest Audio ovvero l’Echo di quarta generazione, ma viste le migliorie e il progresso tecnologico abbiamo provato a metterlo alla prova con un Echo Plus di seconda generazioneil cui prezzo si attesta su poco meno di 90 euro, a causa della svalutazione del tempo.

La differenza principale consiste nel posizionamento degli altoparlanti. Nest Audio diffonde l’audio dalla parte frontale mentre Echo Plus a 360 gradi, come il precedente Google Home.

Un sistema per riprodurre l’audio a 360 gradi può rivelarsi svantaggioso se lo speaker viene posizionato vicino a un muro o all’interno di un mobile. Torna utile su altoparlanti che vengono usati in mobilità, ma in un ambiente casalingo uno smart speaker viene posizionato vicino a una presa elettrica e di conseguenza con una parte del dispositivo rivolto verso la parete.

Nella maggior parte dei casi, dunque, la soluzione introdotta con il Nest Audio è più vantaggiosa in quanto consente di diminuire eventuali riverberi.
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Per quanto riguarda la qualità di riproduzione il Nest Audio segna un deciso passo avanti rispetto al Google Home. L’audio è più corposo e finalmente i bassi sono apprezzabili e non sovrastano le altre frequenze. Un altro punto a suo vantaggio. Ascoltando Back in Black degli AC/DC, durante l’assolo le chitarre non vengono infatti sopraffatte dalla batteria ma anzi sono protagoniste così come dovrebbe essere.

Nest Audio riesce ad avere un suono più bilanciato con frequenze equilibrate su tutto lo spettro musicale. Anche il volume massimo è ben alto e consente di coprire adeguatamente una stanza di 20 metri quadri senza però diventare fastidioso per eventuali vicini.

Possiamo tranquillamente dire che il claim di Google riguardo al Nest Audio è vero. Il suono è ricco, pulito e naturale.

Anche a volume massimo i microfoni riescono a percepire bene la nostra voce, e l’assistente lo abbassa temporaneamente quando viene chiamato in causa dall’utente. È comunque un’opzione che si può gestire dall’applicazione.

Ci sono poi alcune funzioni interessanti. La prima è Media EQ: l’equalizzazione viene adattata in maniera intelligente a seconda del contenuto riprodotto. Dunque, se ascoltiamo un podcast ci sarà un’attenzione maggiore sulla riproduzione delle voci, mentre se passiamo alla musica rock l’equalizzazione si adatta in tal senso.

L’altra è Ambient IQ. L’altoparlante è in grado di riconoscere l’ambiente circostante e i rumori di fondo e imposta di conseguenza alcuni parametri della riproduzione. Impossibile però dire se tale tecnologia sia efficace o meno con parametri oggettivi. Abbiamo provato a usare lo speaker in diverse stanze e il risultato è sempre stato soddisfacente.