Microsoft Xbox Series X 1TB Ssd USATA

€440

Grado AA
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Garanzia  23 Mesi

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Xbox Series X è bella. Le sue linee squadrate, rigorose, la rendono simile a un monolite satinato che può trovare la sua collocazione in bella vista di fianco al televisore. Non bisogna però farsi fuorviare dal design, la console non è piccola, è un parallelepipedo a base quadrata dal peso di 4.45 chili, alto 30 centimetri, largo e profondo 15 centimetri.

Il design essenziale, quasi zen, dello chassis è rivestito da plastica di ottima qualità simile a quella usate per la Xbox One X, ma di un colore leggermente più chiaro. Il nero di Series X risulta più luminoso, riflette più luce, è più facile notare gli aloni lasciati dai polpastrelli e i piccoli graffi prodotti nell’uso. Occorre dunque fare un minimo di attenzione quando si introducono o tolgono i dischi dal lettore.

L’ammiraglia next-gen di Microsoft è stata progettata per essere posizionata verticalmente, in questa posizione il quadrato superiore dello chassis è chiuso da una grata leggermente concava. Contigua alla griglia di areazione ce n’è una di color “verde Xbox” che, se guardata da determinate angolazioni, descrive un cerchio perfetto. Un’illusione ottica, un vezzo puramente estetico fortemente identificativo.

Videogame, arriva la Xbox Series X: la prova in anteprima

Si era vociferato che il disco fluorescente fosse illuminato da led, ma all’accensione della console nessuna luce aliena esce dal monolite. La parte inferiore, che poggia su un sottile disco circolare, è anch’essa una griglia ma a maglie più larghe per consentire la circolazione dell’aria necessaria per il raffreddamento. Una piccola curiosità: sul disco di supporto di Series X si trova una piccolissima scritta, “Hello from Seattle”, un saluto che i progettisti hanno dedicato a tutti i videogiocatori.

Xbox Series X è un bell’oggetto di design se messa nella sua naturale posizione; in orizzontale invece perde quasi tutto il suo grande fascino. In questa posizione, purtroppo, la base circolare, oltre a essere troppo evidente, rompe l’armonia delle linee nette.

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Il nuovo controller

Uno dei punti di forza delle ultime generazioni di console Microsoft è senza dubbio alcuno il pad; il controller di Xbox Series X non aveva dunque bisogno di grandi modifiche; nelle dimensioni è leggermente più piccolo rispetto a quello di Xbox One X, ma si tratta di un dettaglio quasi impercettibile. Ergonomicamente la sensazione di comfort è migliore grazie all’introduzione di una fine zigrinatura sul retro dell’impugnatura che consente una buona presa. La zigrinatura ritorna anche a ricoprire i tasti e grilletti dorsali.

Una novità assoluta per Microsoft, sull’onda di quanto già fatto da PlayStation 4, è l’introduzione del tasto Share. Il pulsante posizionato al centro del controller permette la condivisione istantanea dei contenuti di gioco, immagini e video, sui principali social network.

L’ultima novità riguarda la croce direzionale che si trasforma in un mini-pad direzionale dalla superficie concava e sfaccettata. Questa soluzione era già presente, in versione metallica, nel controller di alta gamma Xbox Elite: è bella ma richiede pratica, soprattutto con quei videogiochi che pretendono precise combinazioni di tasti e frecce per realizzare delle combo.

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Primo avvio

Configurare Xbox Series X è un’operazione molto semplice, che si può svolgere seguendo le istruzioni direttamente da smartphone. Basta connettere telefono e console nella procedura di avvio tramite l’app Xbox, che fungerà poi da punto di raccolta di tutte le informazioni della console direttamente sul telefono, e dopo pochi secondi la console è pronta e connessa a internet. È possibile fare la stessa cosa usando il pad, ma la procedura da telefono si è rivelata particolarmente comoda e piacevole.

Un altro aspetto estremamente gradito è la totale assenza di attriti nel passaggio dei giochi da una console all’altra. Prendiamo ad esempio Red Dead Redemption 2. Basta installarlo su Xbox Series X e farlo partire affinché la console trovi subito in cloud i salvataggi e permetta di ricominciare la partita esattamente dal punto in cui era stata salvata l’ultima volta, anche se il salvataggio risale a mesi prima. Ciò che cambia è il tempo di caricamento, visto che in pochi istanti siamo già pronti per iniziare a giocare. Lo stesso vale per Pro Evolution Soccer 2020: qualche secondo e la Master League è di nuovo là al suo posto, come se niente fosse successo.

Un bel miglioramento rispetto al passato, soprattutto considerando che al momento manca un titolo forte per supportare il lancio. Sì, certo, ci sono giochi ottimizzati per la nuova console e altri lo saranno nelle prossime settimane, ma al di là di una maggiore fluidità non c’è molto che sembri in grado di mettere realmente sotto stress l’hardware.